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Informazioni editore
Mio zio è tipografo e mio padre proprio recentemente ha ricevuto la medaglia per i suoi quarant'anni di appartenenza all'ordine dei giornalisti pubblicisti. E soprattutto ha insegnato per lungo tempo all'università di Genova curando numerose pubblicazione. Insomma i libri fanno parte del mio patrimonio genetico un po' come il gruppo sanguigno o le caratteristiche fisiognomiche. Tant'è che ero sempre al liceo quando iniziavo a dare una mano a mio padre a correggere le prime bozze, di un libro o di un articolo. Da lí il passo è stato breve: prima un'attività di servizi all'editoria, poi una casa editrice esclusivamente di pubblicazioni scientifico-umanistiche, quindi quest'esperienza che nasce nel marzo del 2005 e si indirizza in maniera diciamo compiuta nel novembre 2006. Dunque, quella attuale, un'attività abbastanza recente che dal mondo delle scienze umane ha spostato il tiro verso la narrativa e la varia. Devo perlomeno in parte questo cambiamento a Divier Nelli, amico viareggino e bravo autore di gialli, e a Mario Simoncini, direttore della biblioteca comunale di Viareggio, che credo mi abbiano dato nuovi stimoli in un periodo in cui trovavo l'editoria universitaria forse un po' troppo polverosa e paludata. Il progetto ha preso forma poi grazie anche alle chiacchierate avute con Riccardo Cardellicchio, attuale assessore alla cultura del Comune di Fucecchio nonché per lunghi anni capo servizio del Tirreno: un progetto umile ma serio, che mirasse a valorizzare le realtà locali, spesso trascurate o trattate con non sufficiente competenza dalle grosse case editrici, incapaci di calarsi pienamente (anche perché in un certo senso schiacciate dalla logica della grande tiratura alla quale bene o male devono sottostare) nei contesti piú piccoli. Un progetto indirizzato principalmente, ma non in via esclusiva, alla Toscana, che legasse i contenuti (sia di stampo storico-giornalistico che narrativo) alla promozione e alla distribuzione dei volumi. Questa la filosofia di un percorso, e dico ciò con una certa fierezza, che sta sempre piú prendendo forma, titolo dopo titolo. Tutto questo è abbastanza impegnativo, implicando, di conseguenza alla scelta di base, altre scelte. Mi spiego: è parso essenziale, nell'ottica appena sopra accennata, seguire direttamente il percorso del libro in tutti i suoi momenti. La valutazione dei testi, il lavoro di redazione con l'autore, la stampa, la distribuzione e la promozione. Tutti fronti assai faticosi, senz'altro piú facilmente gestibili da una realtà editoriale piú grande. A quest'idea di una produzione che, per cosí dire, parta dal basso, se ne è sommata un'altra: quella di mantenere sempre e comunque alta la qualità del libro editato. Come archetipo di riferimento senz'altro l'Einaudi pre Mondadori, capace di spaziare con eguale qualità dai libri per ragazzi ai classici, dalla narrativa italiana alla saggistica universitaria e alla poesia. È sulla scorta di questi riferimenti che sono state di recente reimpostate le collane, in un'ottica di semplicità e chiarezza comunicativa: V, storie gialle e noir; Vianesca, poesia e narrativa; Sos, storia o storie; Juvenilia, letture per ragazzi; Studia, filosofia e scienze umane. Le scelte fatte e confermate stanno dando i loro piccoli frutti, se si parla di vendite, soprattutto - ma non esclusivamente - nell'ambito del genere giallo (declinato nelle sue varie sfaccettature), genere che forse piú di ogni altro oggi è capace di indagare la realtà che ci circonda e forse, a tratti, è capace anche di esorcizzare le nostre piú intime paure. Molte le pubblicazioni di genere (in particolare antologie: apprezzo molto la misura del racconto, credo, per la sua necessaria incisività, estremamente attuale e in grado di parlare ai nostri tempi) che vantano la presenza di autori di notevole livello (tanti toscani e non solo). Ma, ovviamente, non esclusivamente giallo e non esclusivamente racconto. Tra tutti vorrei ricordare un piccolo grande libro, non di narrativa: Partigiana per amore di Didala Ghilarducci. Un testo locale, ma di valenza sen'zaltro universale. Didala è una partigiana sopravvissuta all'eccidio di Sant'Anna di Stazzema ed alle stragi perpretate dalla follia nazista nel '44. Un documento commovente di una giovane mamma che ha partorito da partigiana nel '43 ed ha perso il suo grande amore, il marito Ciro Chittò Bertini, appena un anno dopo. Di Didala e del suo libro si sono interessati, oltre a Tirreno e Nazione, anche Repubblica, Stampa, Liberazione, Marino Sinibaldi (che ha invitato Didala a Fahrenheit su Radio Tre Rai) e Bruno Vespa (che l'ha voluta nel suo salotto televisivo Porta a porta di Rai Uno).

Marco Del Bucchia
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