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89mainstreet.it - 31.03.2011
89mainstreet.it - 31.03.2011
L'Abbecedario del lavoro femminile
di Simona Cerrai
Con una interessante prefazione di Susanna Camusso, è da poco in libreria un libro di riflessione sul lavoro femminile, sulla democrazia e sulla memoria. Una magistrato e due avvocate si interrogano sul mondo del lavoro delle donne, offrendoci spunti di riflessione e critica sul senso del lavoro e sulle tappe del lavoro femminile. Il lavoro assume una valenza fondamentale per uomini e donne: non rappresenta solo un modo per procacciarsi i mezzi di sussistenza ma è anche una modalità di espressione della personalità, della creatività e della libertà. Le modalità con le quali un lavoro viene svolto parlano e connotano la persona che lo svolge: più uomini che donne si identificano con il ruolo sociale che a sua volta è stato dal lavoro svolto. Per le donne di solito, è differente: nell'ambito sociale si presentano più frequentemente in una dinamica di relazione a una persona, a un territorio, più raramente con il ruolo lavorativo ricoperto. E il lavoro è una possibilità per giovani uomini e donne di progettare il lavoro e ben lo sanno chi, in particolare le giovani donne sono costrette ad affrontare la precarietà del mondo del lavoro e interrogarsi sulle scelte, a volte configgenti, tra lavoro e maternità. La questione del lavoro è centrale perché è rappresentazione del futuro e progettualità di vita. Le giovani donne e i giovani uomini non fanno progetti, perché le condizioni sociali e economiche non lo permettono, vivendo però scelte importanti come investimenti al presente dei loro desideri. Le autrici, consapevoli che l'autonomia e ancor di più la libertà non si esauriscono nella libertà economica, rilevano come alla dipendenza da un datore o alla necessità di mediare in contesti difficili, si sostituiscono altre forme di dipendenza anch'esse insidiose. E i dati confermano un'altra tendenza, quella dell'uscita dal mondo del lavoro al momento delle nascite: un Italia ogni anno due milioni e mezzo escono dal mercato del lavoro con la nascita del primo figlio; un milione alla nascita del secondo. Per le ragazze dell'emancipazione, che credono di essere libere, la contraddizione scoppia col "doppio sì": sì al lavoro fuori casa e sì alla maternità. In questo senso le politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro si rivelano insufficienti e inadeguati. Spesso le giovani donne, chiedono flessibilità e libertà; spesso sono loro a lasciare il lavoro perché non rinunciano alla cura e non accettano che i tempi di vita siano residuali. Ed è proprio dalla presa di parola delle donne che hanno raccontato la loro esperienza che parte la modifica delle vite e dei contesti. Ancora una volta le autrici mettono in evidenza, con dati e testimonianze, come una donna non si consegna tutta la mercato del lavoro, tutta alla misura dei soldi, del potere e del successo con la relativa competizione, ma la commisura alle gratificazioni offerte dalla qualità del lavoro, all'amicizia delle colleghe, all'amore , ai figli e all'esigenza di restituire cure. Ne consegue che non sono le donne inadeguate a questo mondo del lavoro, ma è questo mondo del lavoro, che non va ben per loro e per molti uomini perché scrivono le autrici il mercato regolato dal denaro è solo mezzo mercato e non basta a rendere possibile la ricchezza di scambi in cui la vita umana è capace e desiderosa. Questo mondo del lavoro va quindi cambiato: riconoscersi soggetti di giustizia significa riconoscersi capaci di proporre regole che modifichino i codici esistenti, sia nella forma che nella sostanza. Ad una ricca ricostruzione storico-politica sul senso e il valore del lavoro, arricchita da una sitografia e una raccolta giurisprudenziale, si affianca la storia del lavoro femminile e un panorama sugli inquadramenti retributivi femminili nonché una cronologia delle leggi a tutela dello specifico femminile. Merita infine citare una pista interessante del libro, quello della memoria, quel filo che lega una lunga storia, che percorre il movimento delle donne e le sue conquiste e, giustamente, propone l'obiettivo finale nella condivisione. O (come scrive la Camusso) verso il tempo in cui nulla dovrà più essere conquistato ed anche gli uomini staranno meglio. E' una grande gesto di libertà questo libro, come ogni gesto di libertà di ogni donna che si fa soggetto di giustizia. Solo la pratica politica di donne che si mettono in relazione per progettare il mondo a somiglianza dei propri desideri può determinare modificazioni significative e produzioni nuove di senso.
A. Faucci, M. Lessi, J. M. Magi, " Abbecedario del lavoro femminile. Ovvero: per un mondo nuovo in cui la condivisione si sostituisca alla competizione", 2011, Marco del Bucchia Editore.
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Antonella Faucci, Maria Pia Lessi, Jacqueline Monica Magi
Abbecedario del lavoro femminile/1
Ovvero: per un mondo nuovo in cui la condivisione si sostituisca alla competizione
2011
Prefazione di Susanna Camusso, contributo di Antonella Ciriello

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