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Il Giullare - 01.08.2010
Il Giullare - 01.08.2010
Scuola italiana: la conseguenza della riforma Gelmini
di Jacqueline Monica Magi
Dall'anno scolastico 2009 2010 è in vigore la riforma Gelmini della scuola primaria, pensata e attuata nei sette mesi che corrono fra l'estate 2008 e il gennaio 2009 con una serie di provvedimenti legislativi di varia natura a partire dalla L. 133/2008 fino al DM n. 4 del 2009. La riforma è entrata in vigore fra le proteste dei genitori che, durante l'anno scolastico 2008 2009, nell'approssimarsi della riforma, hanno costituito comitati spontanei per capire prima e contestare poi quanto si stava profilando nella scuola, senza ottenere alcun tipo di attenzione da parte degli organi esecutivi e, quelle dello stesso corpo insegnante che, quasi subito, ha capito che all'ombra della riforma si attuava un ridimensionamento quantitativo del corpo insegnante unico nella storia (un taglio di 40.000 posti di lavoro solo al primo anno di applicazione della riforma). La sostanza della riforma consiste nella reintroduzione del maestro unico. In realtà, non è esattamente così; si è trattato, più precisamente, dell'eliminazione della compresenza dei maestri che, cioè non possono più impegnarsi su una classe in contemporanea, ma ogni classe deve avere un solo maestro alla volta che se ne occupa. Essendo stata pensata con questa riforma, la primaria con un modulo a 24 ore settimanali ed avendo ogni insegnante 22 ore settimanali da svolgere, le due ore rimanenti in una classe vengono coperte da altri insegnanti diversi da quello prevalente, insegnanti che a loro volta si trovano l'orario spezzato e lo riempiono coprendo altre ore in altre classi, col risultato che dallo smistamento di questi orari una classe può avere molti insegnanti, addirittura a Como si sono viste classi con 8 diversi insegnanti e a Firenze con 9 insegnanti. Più che di maestro unico si tratta di un puzzle di maestri. L'eliminazione della compresenza e il drastico ridimensionamento del numero degli insegnanti ha comportato una notevole serie di conseguenze, meglio descritte nel libro "La Riforma Gelmini" (edito da Marco del Bucchia), opera della scrivente e dell'avvocato livornese Irma Calderone. Occorre premettere che le classi sono composte in media da 25 alunni, potendone essere inseriti, per legge, fino a 30 per classe. Nella situazione attuale di sviluppo sociale dell'Italia le classi inoltre sono sempre maggiormente composte da alunni di diverse razze, con poca conoscenza della lingua italiana, che vanno quindi prima di tutto alfabetizzati. La scuola prevederebbe inoltre percorsi individualizzati per le diverse personalità dei singoli alunni, oltre che per le diverse capacità, che non necessariamente vogliono dire minori abilità. Per poter dunque seguire adeguatamente ogni alunno, occorre lavorare su piccoli numeri o se, come accade, i numeri sono grandi, essere almeno più di un'insegnante, così da permettere di differenziare la preparazione dei diversi alunni. Compresenza non significava, come volgarmente detto da alcune parti politiche, che un insegnante ha tempo per fumare, ma che un insegnante ha tempo e modo di occuparsi della classe e dei suoi alunni con maggior attenzione, quindi adeguando l'insegnamento alla personalità ed alle esigenze degli alunni, come indicato dalle linee guida ministeriali ma come imporrebbe anche l'art. 3 della Costituzione che, sancendo l'uguaglianza di tutti i cittadini, sancisce anche la eguaglianza di possibilità e opportunità. Tale attenzione alle fasce deboli, siano esse composte da diversamente abili, alunni stranieri, alunni con qualche problematicità, non appare più possibile o perlomeno molto meno attuabile alla luce dell'attuale riforma della primaria che, abolendo la compresenza, sostanzialmente abolendo ore di insegnamento e tagliando fortemente gli organici, sacrifica di fatto le opportunità proprio delle fasce più deboli. Tutto questo porta la scuola e la nostra nazione verso l'allontanamento dallo stato sociale, che deve garantire a tutti uguali opportunità e garantire i più deboli. Tutto ciò lascia le famiglie che hanno problemi ancora più sole davanti a questi problemi. Tutto ciò è già un mutamento della Costituzione sostanziale vivente.
Libri correlati
Jacqueline Monica Magi, Irma Calderone
La Riforma Gelmini
Contenuti e conseguenze
2010

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